15-5-08: Sui fatti di Ponticelli

Il pogrom (termine storico di derivazione russa con cui vengono indicate le sommosse popolari contro le minoranze con il consenso delle autorità) avvenuto ieri a Napoli è un episodio di gravità assoluta. Diversi campi rom della periferia napoletana sono stati attaccati dalla popolazione con spranghe e molotov, si sono udite persone incitare alla pulizia etnica e tutte le famiglie rom sono dovute scappare abbandonando quel poco che avevano, salutati dalle grida di giubilo dei cittadini fautori del raid.

Questo è il frutto diretto di una campagna d’odio contro le minoranze rom e sinte, innescato dai sistemi mediatici per individuare nel “diverso” un nemico da combattere, sia esso romeno, cinese, musulmano, o, soprattutto, rom.

Noi, da italiani e italiane gadgè (ossia non rom) amici ed amiche anche del popolo rom e del popolo romeno, non possiamo che condannare queste violenze contro un popolo intero per le responsabilità, non sempre accertate, di singoli. Non accettiamo che si possa cedere ad una tale logica d’odio che porti ad attaccare uomini, donne e bambini solo per la loro cultura, la loro provenienza, la loro religione, la loro “diversità”.  Non accettiamo che un problema di giustizia sociale sia ridotto a problema di ordine pubblico e che si calpesti la civiltà soffiando sull’odio contro il prossimo. Non accettiamo che la criminalità sia identificata con una o piú etnie. Riteniamo invece che la diffusione dei diritti e la formazione ai doveri debbano essere le uniche alternative alla giustizia fai-da-te e alla violenza degli sgomberi indiscriminati.

Chi non prende posizione contro ogni tentazione di pulizia etnica è responsabile quanto chi lancia molotov.

Chiediamo, quindi, a tutti i cittadini e le cittadine di prendere coscienza di quanto sta accadendo e di rigettare una campagna mediatica che diffonde odio razziale, indegno del nostro Paese e della nostra migliore tradizione di civiltà.

 

POPICA ONLUS – www.popica.org