21-9-2007: Sui fatti di Ponte Mammolo

Roma, 21 settembre 2007

La scorsa notte, quella tra il 19 e il 20 settembre, una quarantina di persone, tra i 25 e i 40 anni, a volto coperto e armati di catene, bastoni, coltelli, sassi e bottiglie incendiarie, hanno assaltato il campo di rom romeni di Ponte Mammolo. Hanno prima lanciato alcune molotov contro l’accampamento, come già era avvenuto appena due notti prima, e poi tentato una sorta di «assalto» ma sono stati bloccati dall’intervento dei carabinieri.

L’attacco incendiario contro il campo rom di Ponte Mammolo è un raid della delinquenza. E’ un episodio che si aggiunge a tutti gli altri fatti d’odio violento contro i diseredati di questa città.

Oggi cominciamo a vedere le drammatiche conseguenze dell’allarmistica campagna mediatica che, senza alcuna distinzione politica, si è scatenata nell’ultimo periodo contro diverse realtà d’emarginazione, in particolare contro i rom.

Come Popica Onlus, conoscendo bene la realtà rom e quella romena per l’impegno profuso nel servizio in questi contesti, ci sentiamo in dovere come associazione e come singoli individui di condannare fermamente questi barbari atti di matrice razzista, allo stesso tempo chiediamo che la società civile avvii finalmente un processo reale di confronto con le comunità rom, al fine di superare quei preconcetti molto spesso fondati sulla non conoscenza della realtà.

Sappiamo che tra i rom vengono a verificarsi episodi di micro-criminalità che vanno contro la logica dell’integrazione, ma sappiamo anche che la delinquenza è trasversale a tutte le etnie e a tutti i popoli, soprattutto in gravi situazioni di degrado e miseria, come quella delle baraccopoli delle nostre città. In questa circostanza è quindi doveroso, una volta di più, sodalizzare con i più deboli e condannare la violenza criminale di chi lancia bottiglie incendiarie contro insediamenti umani attentando alla vita del prossimo.

Siamo per la logica della civiltà, incompatibile con la logica della barbarie.

POPICA ONLUS