27-6-2008: Sulle impronte digitali

POPICA ONLUS esprime la propria indignazione, preoccupazione e irremovibile condanna in merito alla discriminatoria proposta avanzata dal Ministro leghista Maroni di schedare un popolo, ivi anche i bambini, su base etnica.

La nostra Associazione ha sempre scelto di non essere ne` portavoce ne` rappresentante dei rom perché` crediamo che ciascuno debba essere la voce di se` stesso, camminiamo pero` quotidianamente fianco a fianco con i rom, soprattutto romeni, e siamo quindi in grado di poter dire che l’unico vero “problema sicurezza” per questo popolo in Italia, e` quello che le comunità` vivono quotidianamente sulla loro pelle e riguarda le condizioni in cui sono stati costretti a sopravvivere negli anni a causa dell’incompetenza totale delle istituzioni e della diffusa discriminazione da parte della gente comune. La politica della ghettizzazione nei cosiddetti “campi nomadi” (termine che ricorda tragicamente i campi di concentramento in cui furono sterminati 500.000 rom e sinti) messa in atto dallo Stato, e` stata negli anni la principale causa della violazione del diritto all’infanzia dei piccoli rom a cui oggi si vogliono prendere le impronte digitali. Tanti bambini in questi anni sono morti nei campi a causa delle pessime condizioni in cui sono stati costretti a vivere da chi ha progettato per loro la vita nei ghetti. La schedatura tramite impronte non avrebbe certamente salvato le loro vite, una politica di reale accoglienza, opposta a logiche di discriminazione e ghettizzazione, probabilmente si`.

Non possiamo accettare in silenzio questo assurdo richiamo al più tragico dei passati della nostra storia, non possiamo accettare questa palese ed arrogante violazione dei più elementari Diritti dell’Uomo e del Fanciullo, non possiamo accettare questa provocazione ispirata a logiche discriminatorie.

Noi, per quanto ci sarà possibile, saremo accanto al popolo rom e sinto per la difesa dei Diritti dell’Uomo.

 

POPICA ONLUS