Sgombero di un insediamento Rom in V Municipio

Alla vigilia delle celebrazioni della Giornata Internazionale dell’Infanzia, a Roma l’Amministrazione capitolina, con l’ottavo sgombero forzato di un insediamento rom effettuato dalla giunta Marino, si rende autrice di una nuova violazione dei diritti di minori rom e delle loro famiglie.

Ieri mattina alle ore 8,30 tre famiglie rom, senza preavviso, sono state sgomberate dalle forze dell’ordine dall’insediamento di via Casilina 900.
Lo sgombero, organizzato dagli agenti della polizia municipale, si è svolto in violazione delle norme di diritto internazionale ed è pertanto da considerarsi illegale.

La storia di una delle famiglie coinvolte fa pensare a quanto tali pratiche ripetute contribuiscano a minare la volontà di chi vorrebbe dare ai propri figli un po’ di “normalità” e di “dignità” nelle loro vite, dopo l’oscura pagina che la Capitale ha vissuto negli ultimi cinque anni.

Una delle tre famiglie sgomberate è costituita da marito e moglie, con 5 figli, tra i quali una bambina disabile. Il nucleo, da cinque mesi, era tornato nell’insediamento di via Casilina 900, dove aveva precedentemente vissuto dal 1984 fino allo sgombero del 2010.

Da allora è stato spostato dall’Amministrazione comunale presso fatiscenti e inadeguate strutture del Comune di Roma, sempre denominate “temporanee”, prima presso il “campo” di Gordiani, dopo nel centro di raccolta rom di via Amarilli, fino a quando, nel luglio 2013, stanco di vivere in condizioni di precarietà e di temporaneità, la famiglia è ritornata presso l’ex insediamento di via Casilina 900.

Oggi, questa famiglia si ritrova vittima per l’ennesima volta di uno sgombero forzato. Per l’ennesima volta, i due genitori e i cinque figli ricevono una proposta del Comune di Roma di sistemazione temporanea che prevede la separazione del nucleo familiare.

In seguito allo sgombero delle tre famiglie rom da via Casilina 900, le associazioni firmatarie chiedono all’Amministrazione capitolina: «Dov’è il cambiamento di rotta promesso e auspicato della giunta Marino? Perché il Municipio V ha consentito questo atto di violenza?».

Le associazioni invitano quindi Comune e Municipio a offrire un’immediata e degna soluzione abitativa alternativa ai tre nuclei familiari coinvolti nello sgombero.

Le associazioni richiamano altresì l’Amministrazione capitolina a voltare pagina una volta per tutte nelle politiche rivolte alle comunità rom e sinte di Roma e a mettere in pratica strategie efficaci atte ad affrontare il disagio abitativo delle stesse e a favorirne l’inclusione sociale.

 

Le associazioni firmatarie:

Popìca Onlus – Cittadinanza e Minoranze – Laboratorio Arti Civiche Università degli Studi Roma Tre – Federazione Romanì – Fondazione Romanì – 21 luglio