COMUNICATO SUI FATTI DI TOR SAPIENZA

Quanto sta avvenendo a Tor Sapienza era ampiamente prevedibile. Nelle ultime due notti i cittadini di via Giorgio Morandi si sono organizzati e hanno sfogato la loro rabbia contro un centro d’accoglienza per migranti. Ne sono seguiti scontri con la polizia e aggressioni contro i ragazzi del centro.

Una violenza che tanti hanno paragonato a quella delle banlieue parigine, ma che in realtà non ha nulla a che vedere con quel fenomeno. Se è vero infatti che il malessere e il disagio sociale delle periferie nelle due città è molto simile, la reazione ad esso è diametralmente opposta. Se a Parigi, ma anche a Londra e in altre periferie del globo, la reazione si scatena contro l’istituzione identificata come causa del disagio, generato dall’assenza di servizi e diritti (dalla casa al reddito, dalla cultura e alla salute), a Tor Sapienza, pur di fronte alle medesime problematiche, la reazione si abbatte su coloro che la società ci ha insegnato a leggere come diversi da temere, come un problema da superare: i migranti. E così il problema, fomentato dai Salvini di turno, rimane in periferia, lontano dagli occhi, in quelli che ormai sono a tutti gli effetti dei ghetti sociali.

Come Popica Onlus, da anni agiamo nell’area di Tor Sapienza, intervenendo presso le comunità rom e migranti del territorio. Conosciamo il tessuto sociale che popola il quartiere e conosciamo le difficoltà che, come la gran parte della periferia romana, è costretta a vivere la cittadinanza. Ci sentiamo di condannare la violenza messa in atto in questi giorni ma non la popolazione, vittima di un sistema che prima la priva di ogni servizio e diritto, poi le insegna a riconoscere un finto nemico affinché non si accorga di dove si annidi davvero il problema.

Condanniamo, senza se e senza ma, chi in queste ore soffia sul fuoco dall’alto della propria poltrona; chi, ultimo residuo di sconfitte ideologie fascistoide, diffonde odio contro il “diverso”; chi, infine, cavalca il malcontento della gente per fini individuali.

Auspichiamo che Tor Sapienza mostri il suo vero volto: un quartiere degno, meticcio e solidale.

Noi, nel nostro piccolo, continueremo a sviluppare percorsi che facciano da ponte, e non da muro, tra tutti i soggetti che abitano la periferia.

POPICA ONLUS