I piccoli di Metropoliz sconfitti sul campo ma con la testa alla partita vera

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“Ma che c’avevi oggi? Stavi fermo in campo”. “Stanotte non ho dormito” ci risponde Nicu. “Papà e mamma hanno fatto i picchetti fino alle 4, dicevano che veniva la polizia”. E’ un ritratto di due giornate intense.
I 20 gol incassati dalla squadra più forte del campionato non pesano sulle spalle dei ragazzini come il terrore di perdere per l’ennesima volta la casa. Qualcuno ha provato a far notare che con gli ennesimi milioni di euro in via di stanziamento per il Tav si potrebbero costruire, recuperare ed autorecuperare tante case popolari. Ha ricevuto in cambio botte, denunce, arresti, sgomberi, ritorsioni varie. Toccato un nervo scoperto? “Case vuote senza proletari, proletari senza casa” diceva un vecchio slogan, non è cambiato nulla in tanti anni.
In campo l’innesto del nuovo acquisto Florin, schierato sulla fascia, non può sopperire all’affiatamento di chi gioca da 4 anni, allenandosi 2 volte al giorno. Forse però la testa dei nostri piccoli giocatori oggi era altrove. Ritrovarsi nonostante tutto in campo, a giocare, a sudare, a praticare uno sport, ad aiutarsi l’uno con l’altro. E` un momento di normalità in mezzo a tanta emergenza.