I Rom di Prima Porta: tra sgomberi, falsità, cappucci e petardi (non bombecarta)

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Ricostruiamo brevemente quanto accaduto.

Mercoledì 29 gennaio, la polizia irrompe nell’insediamento informale di via Lombardi Romolo a Roma Est e sgombera 23 famiglie rom (45 bambini e 43 adulti). Consegna a ciascun abitante denunce per invasione di stabile, distrugge le baracche e li fa accomodare in strada, senza alcuna accoglienza alternativa. La comunità rom non si arrende e, sostenuta dalla nostra Associazione Popica Onlus, dai Movimenti per il Diritto all’Abitare e da genitori ed insegnanti della vicina scuola Iqbal Masih (frequentata dai bambini dell’insediamento) si reca alla Presidenza del V Municipio, che nel novembre 2013 aveva deliberato lo sgombero del campo. La comunità occupa la Presidenza in attesa che venga trovata loro una soluzione che poteva essere trovata nei 3 mesi precedenti. Intanto fuori inizia a diluviare.

La situazione non si sblocca. Fino a tarda sera si resta accampati negli uffici. Si susseguono momenti di tensione e urla inneggianti al diritto alla casa.

Alle 23.30, nonostante il coinvolgimento dello stesso Sindaco Marino, non vi è soluzione. Il Municipio V apre la Sala Consiliare e i rom trascorrono lì la notte.

Il giorno seguente, dopo un’intera giornata appoggiati lì, mentre fuori continua a piovere e da Londra arriva un comunicato internazionale di condanna degli sgomberi di Marino da parte di Amnesty International, interviene la Protezione Civile che colloca il gruppo di 88 rom in due hotel alla periferia di Roma. Uno di questi è l’Hotel Flaminius, zona Prima Porta. Vi arrivano 42 rom dopo quasi 48 ore di sgomberi e proteste. E’ la notte tra giovedì 30 e venerdì 31 gennaio e fuori continua a piovere. Il giorno seguente l’intera zona, come l’intera città, viene colpita da una vera alluvione. I danni sono enormi e, soprattutto in zona Prima Porta, sono centinaia gli sfollati.

Il 2 febbraio molte famiglie della zona, rimaste senza casa, vengono collocate nello stesso Hotel Flaminius.

Il 4 febbraio, il quotidiano “il Tempo” pubblica in prima pagina un articolo, con troppe inesattezze per non sembrare strumentale, che fomenta ed esalta la rabbia di alcuni evacuati sistemati a contatto coi rom. Gli effetti sono immediati. Lo stesso pomeriggio un gruppo di persone incappucciate si materializza davanti all’Hotel Flaminius con uno striscione: “Marino sindaco dei rom”. Lanciano fumogeni e petardi (che in altri casi giornali come “il Tempo” avrebbero apostrofato come bombecarta) e si dileguano. Tanto basta per far intervenire Comune e Protezione Civile repentinamente. I rom la sera stessa vengono spostati urgentemente in un altro luogo, assai meno “accogliente”.

Una storia che, solo per il momento, si chiude qui. Una storia in cui la Solidarietà è la grande assente, in cui l’Umanità cede il passo all’egoismo, alla voglia di segregazione e agli interessi di pochi. Una storia come ce ne sono state tante altre, alle quali siamo ormai quasi assuefatti, una storia che non lascia sperar nulla di buono.

 Popica Onlus