Metropoliz al Mediterraneo Antirazzista di Palermo

Come Popica e Blocchi precari metropolitani accompagnamo la RoMania Metropoliz, squadra di ragazzini rom provenianti da Calarasi, in Romania. Dopo aver vissuto circa 4 anni nelle baraccopoli di Napoli e Roma, ripetutamente sgomberati con le rispettive famiglie dalle ruspe demolitrici delle forze dell’ordine, sono confluiti nell’occupazione abitativa di via Prenestina 911/913, nel quartiere capitolino di Tor Sapienza. Si tratta appunto del Metropoliz, un’esperienza di lotta e autorecupero in cui con i rom convivono italiani, peruviani, sudanesi, maghrebini.
La squadra, al suo esordio al Mediterrano, è stata inserita in un girone di ferro, con altre 6 compagini. Soltanto le prime due classificate accederanno alle fasi finali. Il primo incontro è con la Vucciria, tra le favorite, formazione che prende il nome da un quartiere palermitano. Neanche il tempo di riscaldarsi, dopo una notte passata in nave, che in pochi minuti si va sotto di 3 gol. Urge qualche correzione. I tecnici Christian (sottoscritto) e Lorenzo corrono ai ripari facendo uscire un disattento Andrei e inserendo Giorgio, che al contrario del resto del team è costretto a vivere in un cosiddetto “centro di accoglienza” a Tor Fiscale, dopo l’ennesimo sgombero forzato del campo Cluniacensi e i 3 giorni passati nella basilica di San Paolo. Finalmente troviamo una quadratura e lo stesso Giorgetto realizza il gol del 3 a 1. Iniziamo a macinare gioco e creare occasioni di realizzazione, ma le partite durano soltanto 15 minuti. Poco male, ci rifacciamo più tardi con ben 3 vittorie, due di misura ed una per 2 a 0. Passiamo addirittura in vantaggio contro l’altra favorita, con un gol strepitoso di Marius, che finalizza una azione corale da urlo, tra le più belle viste alla categoria pulcini. Il trio delle meraviglie Nicusor – Nicolae – Giorgio ne è protagonista. Non male per un collettivo che ha iniziato ad allenarsi costantemente soltanto ad aprile, su un campo di sassi ed erbacce. Ma non basta, alcune distrazioni vengono pagate a caro prezzo. Finiamo per perdere un incontro che avevamo in pugno. Nonostante l’apporto in difesa di un ritrovato Andrei. Il bilancio finale è di 9 punti, 3 vittorie e 3 sconfitte, non sufficienti per passare il turno. Ma verremo comunque premiati in serata con il trofeo “Mediterraneo on the road”, assegnato ai migliori percorsi di emancipazione sulla strada.
Il premio più bello lo abbiamo però ricevuto viaggiando con i ragazzi rifugiati del Ghana e dell’Eritrea, che si allenano al centro sociale Corto Circuito. Le loro storie ci hanno colpito e i loro modi gentili hanno conquistato i ragazzini. Alla fine si è creata una grande famiglia, anche con i ragazzi di Scampia della Banda Baleno saliti con noi in nave a Napoli. Molti non hanno trattenuto le lacrime al momento dei saluti, dopo 4 giorni passati a dividere panini, letti, sacchi a pelo, esperienze di vita, tifo durante le partite, con il supporto dei tamburi e dei fischietti della Murga. Accompagnati da una bandiera palestinese ed una per l’acqua bene comune.
La Banda Baleno esce purtroppo come noi al primo turno. Il Corto invece, già vincitore a maggio nell’edizione romana del Mediterraneo disputata proprio al Metropoliz, incontra ai sedicesimi i fortissimi Amalipè, squadra di rom dalla ex Jugoslavia dell’omonimo campo palermitano, che poi vinceranno il torneo.
Campo che qualche speculatore immobiliare vorrebbe sgomberare, ci raccontano i compagni di un centro sociale del capoliogo siciliano. Così come vorrebbero mettere le mani su Ballarò, lo straordinario quartiere centrale, multiculturale e popolare, dove abbiamo dormito. Qualcuno vorrebbe deportarne gli abitanti, con fortissima comunità africana, in ghetti periferici, per spianare la strada al business della “riqualificazione”.
Qui si svolge la festa serale del Mediterraneo, con premiazione della RoMania Metropoliz. Da qui ripartiamo, con nella mente l’odore del mercato, i colori, i suoni, i barbecue sulla strada, la gente che scende da casa e ti offre un piatto siciliano, i vicoli che assomigliano ai Quartieri Spagnoli napoletani.
Con una squadra in cerca di portiere, per restituire Giovanni al suo ruolo naturale, quello di difensore centrale.

Christian Picucci – progetto Unità di strada di Popica Onlus