Non fa notizia

Le due giovani avrebbero suonato anche ai campanelli dei palazzi, per poter accedere agli edifici e poi bussare porta per porta. Proprio per questo, sempre in base al racconto fatto dalla nomade, il giovane aggressore sarebbe uscito da un appartamento accusando le donne di voler compiere furti nelle case. Dopo le invettive, però, il giovane avrebbe inseguito le nomadi e colpito la donna al fianco con un bastone. Datesi alla fuga, le nomadi sarebbero così tornate al campo e solo a quel punto la donna ha accusato forti disturbi e dolori e si è resa conto che il feto non si muoveva più. Portata in ospedale dai parenti, i medici che l’hanno soccorsa hanno subito accertato che il bambino non dava più segni di vita.La donna ha accusato l’aggressore senza mezzi termini: “E’ stato un omicidio, gli ho detto che ero incinta e che non doveva colpirmi, ma lui ha ignorato le mie parole e mi ha colpito al fianco più volte”. La nomade ha detto che il giovane aveva cominciato ad insultarle dalla finestra, perché loro avevano suonato al citofono. Avendo paura, si sono allontanate ma dopo qualche minuto, mentre stavano ferme davanti ad una bancarella, è arrivato l’uomo con una mazza da baseball e l’ha picchiata.Il giovane, dal canto suo, ha confermato l’aggressione, ma ha negato di aver colpito la donna con una mazza da baseball. “Volevano svaligiare il mio appartamento, ho urlato contro di loro che dovevano andarsene via e non tornare mai più in questo quartiere. Non l’ho colpita con un bastone, solo spintoni e pugni”.

(13 giugno 2010)