Progetto StradAlternativa – sintesi

Partenza del Progetto: Aprile 2009

Durata del progetto: 5 anni

Luogo

Distretto di Satu Mare, con particolare riferimento al Municipio di Satu Mare (Romania).

Titolarità del Progetto ed enti gestori

Popica Onlus, via Filippo De Grenet n. 46, 00128 Roma Info@popica.orgwww.popica.org

Asociatia Stea, Aleea Neajlov nr. 3, scala 3, int. 69, Satu Mare 440155, Romania asociatiastea@gmail.com

Solidarité Enfance Roumanie, 28 Avenue d’Eylau, 75116 Paris, France

 

Obiettivo del Progetto

L’obiettivo specifico del Progetto è quello di facilitare l’integrazione sociale dei bambini e dei ragazzi che vivono sulla strada creando un sistema d’intervento specifico e adeguato alla risoluzione del problema.

Gruppo target

Il gruppo target è costituito da 50 bambini e giovani con età compresa tra 0 e 35 anni che vivono sulla strada nel raggio del Municipio di Satu Mare.

I beneficiari indiretti del Progetto sono, da una parte, gli altri membri delle famiglie e dei gruppi in cui vivono i ragazzi con cui lavoriamo e, dall’altra, la comunità locale.

 


Presentazione generale del fenomeno dei “ragazzi di strada” a Satu Mare

Secondo quanto osservato dall’equipe dell’Associazione Stea, che segue il fenomeno dei “ragazzi di strada” dal 2001, a Satu Mare il numero di bambini e ragazzi che vivono nell’ambiente di strada è cresciuto progressivamente, raggiungendo, al momento attuale, il numero di circa 200 individui.

In strada sono rappresentati tutti i gruppi di età. In questi ultimi anni si sta però delineando una direzione preoccupante dell’evoluzione del fenomeno, registrata su scala nazionale: i “ragazzi di strada” apparsi nel periodo 1990-2000 sono ora adulti che hanno a loro volta dei bambini. Mentre in precedenza i loro genitori, prima di finire sulla strada, avevano vissuto nella maggior parte dei casi l’esperienza di una vita in società, ora assistiamo invece alla nascita di una generazione “direttamente nell’ambiente di strada”. Questi bambini mancano totalmente dei riferimenti normali della vita in società, essendo l’educazione ricevuta legata fin dall’inizio alle specifiche condizioni dello stile di vita in strada.

Il tasso di mortalità infantile è incredibilmente elevato.

La grande maggioranza dei bambini e dei ragazzi di strada di Satu Mare è di etnia rom e ungherese, tanto che alcuni di loro non sanno esprimersi in lingua romena. Negli ultimi anni abbiamo registrato una crescita sensibile della percentuale di ragazze e donne che vivono sulla strada, raggiungendo al momento attuale circa il 40{3ee195ab38c8ea013e79b8f1970fc9f5a6890fe85d9f685f481c37a64b43d5d1}.

In generale si osservano nei ragazzi un ritardo nello sviluppo e disturbi psichici.

Alcune caratteristiche ricorrenti del bambino o ragazzo di strada:

  • Una persona che vive e si guadagna l’esistenza sulla strada.
  • L’igiene personale è pressoché inesistente a causa delle condizioni precarie di vita.
  • Una persona distrutta e senza piani concreti per il futuro.
  • Anche se in apparenza il bambino o ragazzo può sembrare allegro e afferma di apprezzare la libertà offerta dalla strada, lo scoraggiamento e il pessimismo fanno parte del quotidiano.
  • Ha sensazioni e reazioni improvvise, vive per il “qui ed ora” senza fare progetti o risparmiare per il futuro.
  • Una persona con una bassissima autostima, che arriva a considerarsi lo “scarto della società”, così come è di fatto visto dalla società stessa.
  • La mancanza di riferimenti familiari è un elemento importante, che influenza molto il comportamento legato alla sopravvivenza: il bambino o il ragazzo di strada combatterà con uno più piccolo o più gracile anche per il cibo, chiederà l’elemosina e ruberà in caso di necessità, si drogherà per dimenticare la fame, la noia, la paura, il freddo, etc.

Precarietà delle condizioni di vita:

  1. Abitazioni improvvisate: Baracche costruite sulla riva del Somes, materassi distesi sotto i ponti, edifici abbandonati occupati abusivamente, panchine dei parchi, vagoni di treni e panchine nelle sale di attesa delle stazioni ferroviarie.
  2. Consumo di alcol e droghe: La vita in strada è estremamente difficile. I bambini e i ragazzi sono quotidianamente guardati con disprezzo, disgusto, paura o pena da parte degli altri membri della comunità.

A questo si sommano difficoltà di carattere fisico: il freddo, la fame, la stanchezza, le malattie, la miseria, la mancanza delle più elementari condizioni di igiene. Tutti questi fattori influenzano lo stato spirituale, l’equilibrio psichico ed emozionale, nonché la salute dei bambini e dei ragazzi.

Uno dei meccanismi di difesa (di coping) spesso utilizzati dalla maggioranza per poter far fronte ai problemi così complessi con i quali si confrontano è l’evasione dalla realtà mediante il consumo di alcol e droghe che modifichino le loro percezioni.

Per quanto riguarda le droghe, si tratta principalmente di colla e solventi chimici industriali, acetone e spray che vengono inalati anche dai bambini e dai ragazzi: quello usato più frequentemente è il prodotto conosciuto soprattutto con il nome di “bronz” o “aurolac”. Queste droghe hanno effetti allucinogeni, distruggono progressivamente l’apparato respiratorio e attaccano le cellule del fegato e del cervello. La dipendenza che provocano è principalmente di natura psicologica.

Il contesto più propizio al consumo di alcol e droghe è quello di gruppo, nei rifugi e negli spazi abitativi improvvisati dai bambini e ragazzi.

  1. Accattonaggio: Esistono numerosi minorenni che vengono mandati/obbligati a chiedere l’elemosina da parte di adulti (i parenti, i leader dei gruppi di cui fanno parte). Identificato come una fonte di sostentamento facile da ottenere, l’accattonaggio diviene spesso uno strumento mediante il quale i bambini vengono sfruttati.

Fra i casi più gravi si contano quelli relativi ai bambini vittime di mutilazioni al fine di suscitare maggiore pena e compassione nel passante-osservatore, oltre a quelli relativi ai bambini trasportati da una città all’altra e obbligati a chiedere l’elemosina dietro la minaccia di violenze.

  1. Reazione della comunità locale: Tutte le persone che vivono sulla strada sono vittime dell’ignoranza e della discriminazione da parte della maggior parte dei membri della comunità; nella maggioranza dei casi, di fronte a questo giudizio-condanna generalizzato, la reazione “tipica” dei bambini e dei ragazzi di strada è quella di conformarsi all’etichetta ricevuta e di comportarsi come “barboni”. La maggior parte dei bambini di strada sa approfittare di questa immagine e manipolare il pubblico per suscitare pena o compassione da trasformare in elemosina da parte dei passanti.

Al livello del cittadino medio, la percezione dei bambini e dei ragazzi di strada è principalmente legata all’idea del consumo di alcol e droghe, della violenza, del vagabondaggio. La gamma di reazioni alla loro vista oscilla tra due estremi: la pena e la violenza.

5.   Assenza di servizi sociali accessibili: Tenendo in considerazione le condizioni di vita e la mancanza di educazione, i bambini ed i ragazzi non possono o non sanno accedere a buona parte dei servizi pubblici. Uno degli esempi più eloquenti è l’ottenimento dei documenti di identità, che implica una serie di procedure impossibili da realizzare senza aiuto da una persona analfabeta e senza domicilio.

In queste condizioni, essi sono privati dei diritti più elementari.

 

Metodologia d’intervento

Le tappe-chiave dell’intervento sono:

  1. Il contatto di strada attraverso l’unità mobile

Le principali tecniche utilizzate dall’equipe dell’unità mobile per il lavoro in strada sono l’intervento in emergenza e l’animazione socio-educativa.

L’animazione socio-educativa è utilizzata in strada come mezzo di contatto per stabilire progressivamente un legame sociale. Accanto alla costanza nella presenza in strada, un’importanza di prim’ordine è attribuita alla comunicazione con ogni singolo bambino e ragazzo.

Obiettivi:

–         Creazione di una relazione di fiducia tra operatori e beneficiari

–         Analisi quantitativa e qualitativa del fenomeno “Bambini di Strada” nella Provincia di Satu Mare

–         Coinvolgimento dei beneficiari nelle attività del Centro Diurno

–         Regolarizzazione delle situazioni amministrative

–         Miglioramento delle condizioni di vita sulla strada

–         Informazione e indirizzamento dei beneficiari verso i servizi sociali e sanitari esistenti

  1. Il centro diurno

L’animazione socio-educativa e le attività di alfabetizzazione e di consulenza e mediazione legale, sanitaria e di altro tipo sono alla base dello svolgimento delle attività del centro.

Si utilizzano tecniche di lavoro sia di gruppo che individuali.

Oltre alla partecipazione alle attività, nell’ambito del centro i bambini e ragazzi avranno accesso ad una serie di servizi:

  • Mensa
  • Docce
  • Lavanderia.

Obiettivi:

–         Accrescimento dell’autostima dei beneficiari

–         Diminuzione dell’analfabetismo

–         Partecipazione attiva dei giovani nell’attività educativa del Centro

–         Instaurazione di relazioni sociali

–         Miglioramento delle proprie condizioni igienico-sanitarie

–         Riduzione della malnutrizione

–         Apprendimento delle regole sociali di comportamento

–         Apprendimento di valori fondanti dell’individuo (rispetto delle diversità, rispetto della condizione femminile, rispetto della persona, etc.)

–         Apprendimento dei metodi di contraccezione e di prevenzione delle MTS

–         Riduzione dell’abuso di droghe ed alcol

–         Riduzione del ricorso alla violenza, della prostituzione e di atti delinquenziali

–         Avviamento al lavoro o inserimento scolastico

–         Regolarizzazione di posizioni giuridiche e amministrative

–         Avviamento alla vita indipendente e autosufficiente

  1. L’appartamento sociale

Una caratteristica del lavoro con i beneficiari, nell’ambito della residenza protetta, è l’utilizzo del metodo mirato alla soluzione di situazioni specifiche e individuali. Con l’aiuto di tale metodo, ogni sforzo e progresso fatto dal giovane viene valorizzato, ed egli è motivato a continuare impegnandosi attivamente nella realizzazione dei passi stabiliti di comune accordo.

In vista dell’ottenimento di fondi, i beneficiari saranno coinvolti anche finanziariamente alle spese legate alla vita nell’appartamento sociale.

Obiettivi:

–         Eliminazione dell’abuso di droghe e alcool

–         Eliminazione del ricorso alla prostituzione ed all’accattonaggio quali forme di sussistenza

–         Rispetto della legge

–         Inserimento professionale e stabilità lavorativa

–         Inserimento scolastico

–         Rispetto delle regole domestiche e del vivere comune

–         Gestione delle proprie risorse

–         Rispetto delle norme igienico-sanitarie della persona

–         Rispetto delle regole sociali di comportamento

–         Consapevolezza dei propri diritti

–         Accesso costante all’assistenza sanitaria

–         Indipendenza e integrazione sociale

  1. Il management del progetto

Le principali tecniche utilizzate sono quelle specifiche del management ciclico del progetto.

La responsabilità principale per la realizzazione delle attività di questa categoria appartiene ai coordinatori di Progetto ed al Gruppo di Coordinamento costituito fra i 3 partner del Progetto (Popica, SER, Stea).

Obiettivi:

–         Informazione e sensibilizzazione della comunità locale e internazionale riguardo al fenomeno „ragazzi di strada” presso la comunità locale

–         Efficiente comunicazione e lavoro di squadra all’interno dell’equipe di operatori locali del Progetto

–         Efficiente comunicazione e lavoro di squadra all’interno del Gruppo di Coordinamento del Progetto

–         Coinvolgimento di volontari formati nel Progetto

–         Garantire il corretto stato d’avanzamento ed il mantenimento del Progetto

–         Garantire la sostenibilità del Progetto

Strumenti e risorse:

  1. CONTATTO DI STRADA – UNITA’ MOBILE
  • 1 assistente sociale specializzato
  • Materiale animazione
  • Prodotti alimentari
  • Materiale igienico-sanitario
  • Abbigliamento e coperte
  1. CENTRO DIURNO
  • 1 assistente sociale specializzato
  • Centro Diurno: struttura* + mobili ed elettrodomestici
  • Materiale animazione
  • Materiale didattico
  • Prodotti igienico-sanitari
  • Prodotti alimentari
  1. APPARTAMENTO SOCIALE
  • 1 assistente sociale + 2 operatori notturni
  • 1 appartamento: locale* + mobili ed elettrodomestici
  • Alimenti
  • Prodotti igienico-sanitari
  • Vestiario

*: La struttura ospitante il centro diurno e l’appartamento sociale è il Saint Louis de Gonzague, a Satu Mare messa a disposizione dal SER per l’implementazione del Progetto.

  1. MANAGEMENT DEL PROGETTO
  • 2 coordinatori del Progetto (romeno, italiano)
  • Gruppo di Coordinamento (6 membri)
  • 1 contabile
  • Materiale informativo e di promozione del Progetto