Roma, 24 giugno 2011 – COMUNICATO POPICA ONLUS SU TRASFERIMENTO TORRE BRANCA

Il 24 aprile 2011, i rom che si erano rifugiati nella Basilica di San Paolo dopo l’ennesimo sgombero, vengono ospitati dalla Caritas nel centro di via di Torre Branca, gestito dalla Cooperativa Un Sorriso, legata alla Domus Caritatis.

Il 18 maggio 2011, a titolo completamente e volontariamente gratuito, la nostra Associazione ha sottoscritto, assieme alla Cooperativa Un Sorriso e alla Caritas, un documento in cui venivano delineati i punti di comuni “progettualità volte alla prosecuzione del percorso di interazione sociale e presa di coscienza dei diritti intrapreso dai rom attualmente presenti nella struttura di via di Torre Branca, attraverso proposte volte all’inserimento lavorativo e abitativo”.

Tra i vari punti di questo accordo, tutti volti alla costruzione di pratiche di autodeterminazione abitativa e lavorativa, va evidenziato uno dei punti chiave in cui si dice esplicitamente: “verranno comunque proposte un ampio ventaglio di soluzioni abitative, dall’inserimento in appartamento al recupero di strutture abbandonate o in disuso, fino all’autocostruzione su terreni disponibili”.

Il 24 giugno 2011, gli operatori della Cooperativa Un Sorriso ricevono un avviso secondo cui tutte le famiglie rom presenti a via di Torre Branca, sarebbero state trasferite alle 8,30 del giorno successivo in una struttura non precisata. La Caritas asserisce di non essere a conoscenza dello spostamento, poi fa sapere che la destinazione delle famiglie é il Centro d’accoglienza di via Salaria, un’ex-cartiera dove già vivono numerose famiglie rom in condizioni inaccettabili, descritte in accurate e ripetute denunce dall’Associazione 21 luglio.

I rom hanno fatto presente che si rifiutano di trasferirsi volontariamente in quel luogo.

Esprimiamo la nostra totale solidarietà alle famiglie rom ancora una volta al centro di inaccettabili violazioni fatte sulle loro teste.

Chiediamo:

  • che questo trasferimento venga immediatamente interrotto;

  • che vengano rapidamente fatte reali proposte per soluzioni abitative degne, fuori dalle logiche affaristiche e ghettizzanti;

  • che la Caritas, dimostratasi sensibile e risolutiva nelle giornate della Basilica di San Paolo, anche alla luce dell’accordo con noi siglato, si impegni con ogni mezzo per impedire questo trasferimento, si dissoci da quest’operazione e si impegni in prima linea per portare avanti gli impegni assunti con le stesse famiglie.

Domani mattina dalle 8.30 saremo ancora davanti ai cancelli del centro di via Torre Branca 83 per esprimere il nostro rifiuto a queste logiche ghettizzanti e la nostra solidarietà attiva ai rom che vorranno continuare a resistere.